Alessandra Amoroso: al via domani, Martedì 3 dicembre, dal Mediolanum Forum di Milano "Amore Puro Tour"
Il nuovo grande live nei palasport d’Italia tratto dall’album Disco D’Oro “Amore Puro”
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Il nuovo grande live nei palasport d’Italia tratto dall’album Disco D’Oro “Amore Puro”
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“…
Seppur maledetti
io e te
siamo due angeli.”
[Fabio Chiarini]
Da lunedì 2 dicembre 2013, esce “Diversamente Angeli – Strangely Angels”, il primo libro di Fabio Chiarini edito da Millelire, la cui prefazione è stata curata da Imma Battaglia. Una raccolta di poesie, scritte in italiano con testo a fronte in inglese, che mette al centro l’amore, quello proibito, la delusione, l’abbandono, la solitudine e la dannazione. (Leggi il resto…)
Con “Serata Ravel” debutta il 7 e 8 dicembre al Teatro Olimpico di Roma la Compagnia DUENDE, la nuova realtà italiana della danza nata dalla collaborazione tra due riconosciuti autori internazionali, i coreografi Francesco Ventriglia e Kristian Cellini. (Leggi il resto…)
Una serata di solidarietà e molto di più. Quest’anno, ogni persona che vive nelle case, ogni educatore, ogni volontario e sostenitore di Spes contra spem ha deciso di essere protagonista e di contribuire con un gesto speciale per aiutare le case famiglia.
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Una serata di solidarietà e molto di più. Quest’anno, ogni persona che vive nelle case, ogni educatore, ogni volontario e sostenitore di Spes contra spem ha deciso di essere protagonista e di contribuire con un gesto speciale per aiutare le case famiglia.
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“Non l’hanno ucciso le Brigate Rosse, Moro e i ragazzi della scorta furono uccisi dallo Stato.” Questa frase è il fulcro dell’azione scenica ed è documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verità terribili che sono rimaste nascoste per quarant’anni.
Il titolo dello spettacolo è “moro” con la “m” minuscola a voler sottolineare che nel cognome del grande statista c’è la radice del verbo “morire”. Come se la “morte” di Aldo Moro fosse stata “scritta”, fosse cioè necessaria per bloccare il dialogo con i socialcomunisti assecondando i desideri dei conservatori statunitensi e dei grandi petrolieri americani in Italia rappresentati da Giulio Andreotti e Francesco Cossiga che, dopo la morte di Moro, ebbero una folgorante carriera e condannarono l’Italia alla “sudditanza” agli USA.
Moro sente che uomini di primo piano del suo stesso partito “assecondano” la sua morte trincerati dietro “la ragion di Stato” e lo scrive in una delle ultime lettere che fanno da leit motive dello spettacolo: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.
IL RACCONTO SCENICO Il racconto scenico parte dai fatti del 16 marzo 1978 quando fu rapito Aldo Moro e furono uccisi gli uomini della scorta: Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi. Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e casualmente, grazie al vecchio televisore Mivar, vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa è l’immagine emblematica che ricorre più volte nelle video proiezioni, questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Imposimato titolare del processo al quale chiede di sapere la verità. Sarà il rapporto tra Ciro e il giudice, strutturato su questo forte desiderio di verità, a rendere chiaro al pubblico che la morte di Moro e dei giovani membri della scorta furono è “assecondata” dai più alti esponenti dello Stato italiano con la collaborazione dei Servizi segreti americani.
Nello spettacolo assume una funzione altrettanto importante l’incontro e l’amicizia tra Ciro Iozzino e Adriana, la sorella del poliziotto Francesco Zizzi, altro membro della scorta di Moro, proveniente da Fasano in provincia di Brindisi, che quella mattina del 16 marzo era al suo primo giorno di lavoro sostituendo la guardia titolare che la sera prima, “stranamente”, era stata mandata in ferie. Francesco, diventato da poco poliziotto, aveva una grande passione per la chitarra e cantava le canzoni di Domenico Modugno, pugliese come lui e come lo stesso Aldo Moro che, in macchina, quella mattina, affrontava gli ultimi giorni della sua vita, ascoltando Zizzi che cantava “La Lontananza” di Modugno.
L’ingenuità e la leggerezza dei membri della scorta irrobustiscono la disperata determinazione di Ciro Iozzino nella ricerca della verità. Questa ricerca lo porterà di fronte a molte “stranezze” portate avanti da statisti come Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.
Tra le “stranezze” scoperte e denunciate da Ciro Iozzino nello spettacolo ne ricordiamo alcune: in genere un’ora dopo il rapimento di una persona le indagini venivano assegnate, come stabilito dal Codice di procedura penale, al giudice istruttore che a Roma, il giorno in cui avvenne la strage, era Ferdinando Imposimato. Invece le indagini, trasgredendo il Codice, rimangono nelle mani della Procura della Repubblica di Roma che le affida al giudice Imposimato solo il 18 maggio 1978 quando Aldo Moro è già stato ucciso da nove giorni.
Le “stranezze” denunciate nello spettacolo continuano. Il 31 gennaio del 1978, circa due mesi prima del rapimento Moro, nasce l’UCIGOS, un organismo di polizia speciale che va a lavorare alle dipendenze del Ministro dell’Interno che all’epoca era Francesco Cossiga. La famiglia di Iozzino non si spiega come mai nasca una squadra speciale di polizia investigativa senza l’autonomia che la Costituzione gli affida perché alle strette dipendenze di un ministero.
Qualche mese prima della strage di via Fani accade una cosa ancora più inspiegabile, viene smantellato l’Ispettorato antiterrorismo diretto da Santillo che aveva raggiunto risultati eccellenti contro i terroristi e contro la Loggia Massonica P2. Fatto fuori Santillo e la sua “squadra”, a indagare sul terrorismo, prima del rapimento di Moro, rimaneva solo l’UCIGOS, che era alle strette dipendenze del ministro Cossiga.
Chi aveva interessi a cancellare la squadra antiterrorismo di Santillo per fondare una polizia alle strette dipendenze di Cossiga? –si chiede Ciro Iozzino. Altra terribile verità scoperta da Ciro e denunciata nello spettacolo è quella secondo la quale uomini dell’ UCIGOS ad agosto del 1978 erano già stati in via Montalcini n. 8, la prigione di Moro e che il quadro generale dei fatti fosse chiaro a pezzi dello Stato già allora.
La denuncia finale che Ciro Iozzino fa nello spettacolo, e che allontana ogni dubbio sulla partecipazione dello Stato alla condanna a morte di Moro, suffragata da documenti, riguarda le rivelazioni di Pieczenik, un esperto di terrorismo mandato segretamente in Italia dal governo USA per la gestione del caso Moro. Pieczenik fa delle rivelazioni di cui è in possesso il giudice Imposimato e che riportiamo in parte, che diventano un momento importante dello spettacolo e, nel contempo, la rivelazione finale della verità sui mandanti dell’assassinio di Moro: “Quando Moro ha fatto capire attraverso le sue lettere che era sul punto di rivelare dei segreti di Stato e di fare i nomi di coloro che quei segreti detenevano, in quel momento mi sono girato verso Cossiga dicendogli che ci trovavamo a un bivio: se Moro potesse continuare a vivere o dovesse morire con le sue rivelazioni. La decisione di far uccidere Moro non è stata una decisione presa alla leggera. La decisione finale è stata di Cossiga, e presumo anche di Andreotti: Moro doveva morire.
”
Note di regia
“
Un altro spettacolo su Moro? Non se ne può più.” -direte. Avete ragione. Più che di spettacoli sul caso Moro c’è la necessità di sapere la verità sulla sua morte. Questo nostro lavoro vuole prima di tutto contribuire alla scoperta della verità e alla sua divulgazione. E’ un pò altezzoso il fine ma le scoperte del giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, fino all’assassinio del fratello Franco, vanno verso la costruzione di una chiara verità: “Moro doveva morire”, era utile bloccare la sua apertura alla sinistra.
Le nuove rivelazioni del giudice Imposimato rappresentano la base contenutistica del testo dove però le scoperte del giudice, sono intrecciate con la vita di Iozzino e Zizzi, due membri della scorta. Raffaele Iozzino era il poliziotto che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi. Francesco Zizzi, era poliziotto ma soprattutto grande chitarrista e cantante di piano bar. Era al suo primo giorno di lavoro avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare che aveva presentato un certificato medico. Nelle parole e nelle azioni di Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, protagonista dello spettacolo, abbiamo voluto descrivere le ansie e la disperazione di un ragazzo del sud a cui “distruggono” la famiglia. Con la figura della mamma di Raffaele, continuamente evocata, abbiamo voluto far parlare la disperazione di una mamma che non riesce a darsi pace, una mamma che vede il figlio partire per servire lo Stato e che rimane ad aspettare la verità da più di trent’anni. Nello stesso tempo crediamo che questo lavoro contribuisca ad informare sulle “colpe” di Francesco Cossiga e Giulio Andreotti che “non hanno voluto salvare Moro”.
Ulderico Pesce
www.uldericopesce.it Dal 3 al 15 Dicembre 2013
, al Teatro Lo Spazio si parlerà di MORO: LA STRAGE DI VIA FANI d
i Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce
Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato
Interpretato e diretto da Ulderico Pesce Teatro Lo Spazio
Via Locri 42/44 (traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S. Giovanni)
Roma
Tel. 06 77076486 – 06 77204149 – info@teatrolospazio.it
Da martedì a sabato ore 20.45 Domenica ore 17
Biglietto intero 12 euro
Biglietto ridotto 9 euro
Il progetto Music Live: i giovani x i giovani, promosso dall’ISMEZ, proporrà tre appuntamenti,con ingresso gratuito nella Sala dei Medaglioni del Conservatorio «Santa Cecilia».
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Il progetto Music Live: i giovani x i giovani, promosso dall’ISMEZ, proporrà tre appuntamenti,con ingresso gratuito nella Sala dei Medaglioni del Conservatorio «Santa Cecilia».
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Potete scommetterci. Manca davvero poco alla “Nymph()mania” cinematografica almeno nel resto del mondo. Il nuovo film di Lars Von Trier, tanto discusso perchè tanto atteso che uscirà il giorno di Natale solo in Spagna e Danimarca mentre in Italia uscirà solo quando troverà una distribuzione racconta la vita sessuale di una ragazza dall’infanzia fino ai 50 anni. (Leggi il resto…)
Carmen Giardina, attrice, regista e sceneggiatrice si racconta al nostro giornale.
Signorinette è lo spettacolo che sarà in scena dal 3 al 15 dicembre al Teatro Tordinona di Roma, dedicato al primo voto delle donne in Italia. Ci racconti cosa accade in quel periodo?
Dodici milioni di donne votarono per la prima volta, e 21 di loro divennero parlamentari. Una vera rivoluzione. Quel Parlamento poi, scrisse la Costituzione Italiana.
Il testo è stato scritto da te insieme a TIZIANA AVARISTA, ANNA MARIA LOLIVA, FEDERICA MARCHETTINI. Com’è nata l’idea?
Da Anna, che aveva letto il libro Le Donne della costituzione, di Maria Teresa Morelli, ce ne ha parlato e da lì siamo partite con le ricerche. Giornali, riviste, storie familiari, foto e video.
Che messaggio si vuol trasmettere al pubblico con Signorinette?
Che la rivoluzione fatta allora da un gruppo di persone (molto hanno fatto le donne) ha cambiato un paese in meglio, e che questo può avvenire ancora, persone appassionate, oneste e capaci possono migliorare le cose per tutti. E’ entusiasmante leggere le loro biografie e i loro discorsi, la passione vera è sempre contagiosa.
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Chi interpreti?
Tutte interpretiamo vari personaggi: io ho scelto Teresa Noce, donna straordinaria
Tu sei anche regista. Recentemente il tuo ultimo cortometraggio ha avuto un premio prestigioso come Miglior Regia. Ci racconti?
Sono felice del premio ricevuto alle 4 Giornate del Cinema a Napoli, era un premio per la Miglior regia, e per me che ho una formazione innanzitutto di attrice, è un riconoscimento importante, che mi dà sicurezza!
Dopo Signorinette, i tuoi prossimi appuntamenti nel mondo del cinema, del teatro e della televisione?
Come attrice sto girando la commedia per il cinema PATATRAC, di Alessandro Colizzi, e a febbraio sarò in TV con IL COMMISSARIO REX.
Come regista accompagnerò il corto premiato a Napoli, FRATELLI MINORI, che sarà al Festival del Cinema di ASTI il 21 dicembre. Se siete da quelle parti vi aspetto!
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