Updates from Redazione Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

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    Redazione 16:25 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , Convegni, , Musiche Indipendenti, , Premi PIMI, , Premio PIVI   

    L'evento speciale per i 20 anni del MEI – Musiche Indipendenti – Si chiude con successo Anteprima di POPistoia 

    cover1300teho_teardoGrande successo per l’iniziativa speciale che ha ospitato i premi per la miglior Musica, i Videoclip e l’Editoria Indipendente del MEI all’anteprima di POPistoia.  Standing ovation per il ritorno come regista di Francesco Nuti e per il grande live di Teho Teardo, vincitore PIMI per il miglior disco.

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    Redazione 14:43 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , amore vero, , lesbiche, LGBT Meladai la Brianza, lotta contro la discriminazione, omossessuali, Sara Velardo   

    IL MIO AMORE IMMENSO dopo ‘Ndrangheta esce il nuovo video di SARA VELARDO 

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    “Troppo spesso di parla di omosessualità senza conoscerne il reale significato. Se ne parla come di un fatto di cronaca, con distacco, dimenticandosi il punto fondamentale: il diritto alla felicità e all’amore, quello di tutti.”

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    Redazione 14:30 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: ALL ON BOARD, , , , Il Labirinto del Male, Laura Trent, ,   

    LAURA TRENT In occasione della “Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne” 

    Laura_TrentDa oggi, lunedì 25 novembre, in occasione della “Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne”, è online il videoclip di “EMILY”, brano della cantautrice italo-americana LAURA TRENT, estratto dal suo album “ALL ON BOARD” (XTCRecords).
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    Redazione 14:19 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: Alessandro Errico, MAi e poi Mai   

    Esce "Mai e poi Mai" il nuovo singolo di Alessandro Errico 

    Layout 1“C’è stato un tempo in cui il futuro era disponibile e i desideri inafferrabili, e questi erano più simili ai sogni a occhi aperti che ai calcoli ponderati. Un tempo in cui anche l’amore oscillava tra la più sovversiva dolcezza e la purezza assoluta.
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    Redazione 14:06 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , sold out stadi   

    #negramaro: prosegue a colpi di Sold out il tour nei Palasport Italiani 

    Negramaro_flavio_frank02-3Dopo Milano, Padova, Montichiari e Mantova, “tutto esaurito” per il live della band anche a Firenze, Roma, Caserta e Acireale (Leggi il resto…)

     
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    Redazione 13:49 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Sezione TFF Doc   

    31° TFF: La sezione TFF DOC 

    TFF“Si può filmare solo la rea ltà,
    ma la si può anche creare . ”
    [Béla Tarr]

    Dopo l’inatteso Leone d’Oro a Sacro GRA di Gianfranco Rosi si è scatenato un acceso dibattito su documentario e finzione, realtà e messa in scena della realtà. Al Torino Film Festival da sempre cerchiamo di mette re in tensione i due estremi e in particolare in TFFdoc ci piace far saltare i confini tra i generi. Ci siamo anche chiesti quale possa essere il senso di uno spazio dedicato esplicitamente al cinema documentario, nel momento in cui anche i grandi festival cominciano ad abbattere gli steccati. E abbiamo deciso di rispondere con una programmazione varia, nei temi e nelle forme, che sia capace di disegnare sugli schermi delle sale del festival la vitalità esplosiva che il documentario ha e che può aprire nuov e strade per il cinema contemporaneo. Insomma, abbiamo messo dei paletti, ma solo per il piacere di farli saltare. Sia nella competizione internazionale – internazionale.doc che in quella italiana italiana.doc troverete un ventaglio di storie e di temi rac contati nei modi più diversi, spesso con un coinvolgimento diretto del/la regista nel proprio film, a dimostrazione di come la Storia e la Politica non siano solo accadimenti estranei a chi li narra, ma ne informino concretamente la vita. Un altro dato int eressante è la presenza in italiana.doc di un numero altissimo di primi/secondi lungometraggi, tra l’altro di autori che arrivano al Torino Film Festival per la prima volta: una sorta di incoraggiante ricambio generazionale! Nello spazio fuori concorso – d ocumenti – abbiamo cercato di individuare/creare alcuni percorsi tematici e formali. Un posto speciale trova il focus dedicato alle tematiche coloniali e post – coloniali. Siamo stati convinti a dedicare alcuni spazi al rimosso coloniale della storia, soprat tutto europea, perchè pensiamo sia un modo per dotarsi di strumenti fondamentali per capire molti aspetti della contemporaneità (dalla costruzione delle identità nazionali e non, alle questioni legate alle migrazioni). Il film che ci ha convinti a percorre re questo percorso è The Stuart Hall Project del co – fondatore del Black Audio Film Collective e gigante del cinema documentario, John Akomfrah, dedicato alla figura di Stuart Hall – creatore dei Cultural Studies e uno dei teorici più acuti del nostro tempo insieme a Chomsky, Foucault, Sontag. Nel focus, insieme a Pays Barbare , il grido lancinante che Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi levano per squarciare il silenzio sul passato coloniale e sul presente barbarico italiano, trovano posto la folgorante opera prima di un giovane regista filippino, Anak Araw ( Albino ) di Gym Lumbera, due lavori della videoartista portoghese Filipa César, The Embassy e Cacheu , e Mille Soleils di Mati Diop, film alla ricerca, 40 anni dopo, dei protagonisti del film culto Touk i Bouki di Djibril Diop Mabeti. Due ma e stri del cinema, Claude Lanzmann e Rithy Panh, attraverso i loro ultimi film, Le Dernier des injustes e L’Image manquante , ci pongono di fronte all’impossibilità di narrare per immagini l’indicibilità dello sterminio e alla necessità di doverlo fare. Infine abbiamo creato un corto circuito tra due registi tra loro apparentemente lontanissimi, ma che speriamo possa dar vita a un gioco di sguardi e di immagini sulla possibilità del cinema di confrontarsi con la realtà: d a un lato Béla Tarr, il grande regista ungherese che ha annunciato il suo ritiro dal cinema con The Turin Horse il film Orso d’Argento a Berlino a cui è dedicato il documentario in programma al festival, Tarr Béla, I Used to Be a Filmmaker di Jean – Marc Lam oure; dall’altro lato Alberto Grifi, la cui riflessione sul cinema e sul documentario continua a essere di stimolo per i cineasti italiani e non solo, come ha dimostrato il rinnovato interesse suscitato dalla versione restaurata di Anna il film girato tra il 1973 e il 1975 da Grifi insieme a Massimo Sarchielli. In collaborazione con la Cineteca Nazionale e con la Galleria Alberto Peola di Torino, mostreremo le 13 ore circa che raccolgono tutti i materiali, sia pellicola che video, che Grifi e Sarchielli uti lizzarono per produrre Anna . I due registi si incroceranno virtualmente, ma concretamente in sala attraverso le interviste che due giovani critici e cineasti italiani, Alberto Momo e Donatello Fumarola, hanno realizzato con loro e che sono parte di un ambi zioso progetto di creazione di un Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo  internazionale.doc

    BELLEVILLE BABY di Mia Engberg (Svezia, 2013, DCP, 75’)
    Una telefonata da un tempo lontano fa riaffiorare ricordi ed emozioni: un caleidoscopio in c ui il presente e il passato, la realtà e l’immaginazione si mescolano e si confondono. Mia Engberg ci suggerisce che noi siamo il risultato di scelte e accadimenti, ne portiamo le tracce, non si può prescindere dal passato, le cicatrici non si possono elim inare. Cos’è la finzione? Cos’è la memoria? Cos’è la realtà? Ma alla fine, importa davvero?

    OS CAMINHOS DE JORGE (JORGE’S PATHS) di Miguel Moraes Cabral (Portogallo/Belgio/Francia, 2013, DCP, 63’)
    Jorge è un anziano arrotino che solca le strade del Nord d el Portogallo in sella alla sua moto. Come un cavaliere errante sembra non fermarsi mai. Ma i ricordi non gli danno pace e il mondo intorno a lui sta cambiando irreversibilmente. Un’opera prima dalla bellezza visiva mozzafiato che conferma la straordinaria vitalità del cinema portoghese contemporaneo.

    CHRONIQUES EQUIVOQUES di Lamine Ammar – Khodja (Algeria/Francia, 2013, Blu – Ray, 61’)
    Diario di un’estate particolare ad Algeri, l’anno delle celebrazioni dei 50 anni dell’indipendenza del paese dal colonizzator e francese. Un racconto “equivoco”, necessariamente frammentato, di una città al confine tra Africa ed Europa, una riflessione acuta e ironica sull’identità post – coloniale e le sue infinite possibilità di essere (o non essere).

    E AGORA? – LEMBRA – ME (WHAT NOW? – REMIND ME) di Joaquim Pinto (Portogallo, 2013, DCP, 164’)
    Il taccuino di un anno di cure sperimentali contro la VHC e l’HIV diventa un viaggio dentro il tempo e la memoria, attraverso la crisi e la globalizzazione; un viaggio nell’amore e nel confli tto, e anche un viaggio dentro il cinema europeo (De Oliveira, Monteiro, Techiné, Schroeter) che ha attraversato tutto il lavoro di Pinto, non solo regista, ma anche produttore e direttore del suono.

    PORTRAIT OF A LONE FARMER di Jide Tom Akinleminu (Dani marca/Nigeria/Germania, 2013, DCP, 75’)
    Il regista torna in Nigeria, la terra che gli ha dato i natali e dalla quale partì ancora bambino con i genitori per raggiungere la Danimarca, paese d’origine della madre. In Europa la famiglia si spaccò. Di fronte a lui oggi c’è un uomo, un contadino nigeriano silenzioso e solitario: quel l’ uomo è suo padre. Insieme proveranno a far pace con il passato e con le proprie radici.

    A SPELL TO WARD OFF THE DARKNESS di Ben Rivers e Ben Russell (Francia/Estonia, 2013, DCP, 95’)
    Nel primo film realizzato a quattro mani da due dei registi più significativi del cinema contemporaneo, seguiamo un personaggio senza nome in tre momenti della sua vita: in una comune su un’isola estone, solo di fronte alla maestosità della natura fin landese ed infine in Norvegia sul palco dove si esibisce con una band Black Metal. Un viaggio estatico al confine fra fiction e documentario in cerca dell’utopia.

    STOP THE POUNDING HEART d i Roberto Minervini (USA/Belgio/Italia, 2013, DCP, 100’)
    Dopo The P assage e Low Tide (Venezia 2012), questo è il terzo capitolo della trilogia texana di Minervini. Sara è un’adolescente cresciuta in una famiglia di a llevatori che hanno educato i f igli secondo i precetti della Bibbia. Ma quando Sara incontra Colby tutto il suo universo va in pezzi. Il film è un’esplorazione dell’adolescenza, dei valori sociali e familiari, dei ruoli di genere e della religione nell’Amer ica rurale del Sud .

    TRÊVE di Ca rmit Harash (Francia/Israele, 2 0 1 3, V ideo, 88’)
    In Israele la guerra è ov via, quotidiana e necessaria, e i momenti di tregua sono vissuti nell’attesa del prossimo conflitto, volontà di un immutabile destino. Terza parte, dopo Film de Guerre e A demain ( Tff 2010), di una trilogia che si interroga sul rapporto tra gli israeliani e la  guerra, attraverso una storia di famiglia.

    THE UPRISING di Peter Snowdon (Belgio/UK, 2013, DCP, 78’)
    Composto interamente di filmati realizzati dai cittadini di Tunisia, Egitto, Bahrain, Libia, Siria e Yemen, The Uprising ci mostra la Primavera araba dall’interno in un unico grande racconto di straordinaria potenza cinematografica, che immerge lo spettatore in quel momento irripetibile in cui la vita cessa di essere una prigione e tutto sembra diventare nuovamente possibile.

    YUMEN di J.P. Sniadecki, Huang Xiang, Xu Ruotao (Cina/USA, 2012, HDCam, 65’)
    Sospeso fra Ghost Story e Ruin Porn , Yumen è una combinazione caleidoscopica di documentario, arti performative e realismo socialista: alcuni personaggi solitari ridanno vita ad una grande storia colletti va, ormai perduta fra le rovine di quello che un tempo era un o dei principali centri dell’estrazione del petrolio nell’arido nord ovest della Cina. italiana.doc

    EMMAUS di Claudia Marelli (Italia, 2013, Blu – Ray, 85’)
    Sardegna. Campagna nella provincia di Iglesias. Tre uomini: Antonello, Angelo e Fausto, le loro vite e loro storie dentro e fuori una “comunità terapeutica per le dipendenze patologiche”. Ciascuno, davanti e dietro la videocamera, sembra riappropriarsi del proprio spazio e del proprio tempo, in un cinema che restituisce istanti di amore e libertà.

    I FANTASMI DI SAN BERILLO di Edoardo Morabito (Italia, 2013, DCP, 74’)
    Goliarda Sapienza ci prende per mano e ci conduce fra i vicoli e le rovine di quello che rimane dell’antico quartiere San Beril lo di Catania, distrutto nell’abbaglio del boom economico: un buco nero al centro della città, dove il tempo è sospeso, popolato da fantasmi di ieri e di oggi, crocevia delle storie che l’hanno attraversato, tra mito, cultura popolare e case chiuse.

    FUORI SCENA di Massimo Donati e Alessandro Leone (Italia, 2013, HDCam, 82’)
    Fuoriscena è un racconto corale che abbraccia un anno nella vita dei giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, unica al mondo a formare tutte le figure professionali del Teatro d ’Arte. Un’immersione nell’intimità, nella spettacolarità, nel rigore. Perché percorrere la strada verso il tempio della Scala è un privilegio che in cambio chiede tutto.

    HABITAT [PIAVOLI] di Claudio Casazza e Luca Ferri (Italia, 2013, Blu – Ray, 60’)
    “La casa, gli oggetti, le stampe e la natura di Franco Piavoli. A loro abbiamo chiesto di parlare.” Piavoli è uno dei più discreti e meno prolifici fra i grandi registi del cinema italiano. Questo ritratto, realizzato da due giovani autori, diventa luogo di cond ivisione di parole e immagini, dialogo fra due generazioni di artisti fuori dagli schemi alla ricerca del cinema del futuro.

    IL LAGO di Yukai Ebisuno e Raffaella Mantegazza (Italia, 2013, HDCam, 65’)
    Sulle rive di un lago un uomo e una donna affrontano i nsieme l’autunno della loro vita. Due culture che si incontrano e un amore che ha resistito alle intemperie degli anni, alla ricerca di un senso profondo della vita e della morte, tra le note di un canto e i versi di una poesia. Esor dio ne l lungometraggio dei vincitori di italiana.corti 2012.

    EL LUGAR DE LA S FRESAS di Maite Vitoria Daneris (Italia/Spagna, 2013, HDCam, 90’)
    Un’anziana contadina piemontese dedita al lavoro, un immigrato marocchino, una giovane regista spagnola: il loro incontro in uno dei me rcati più grandi d’Europa, Porta Palazzo, si trasforma in uno spiraglio verso un mondo più bello. Con la stessa levità del film i confini e le differenze si affievoliscono e l’incontro è possibile.

    LA PASSIONE DI ERTO di Penelope Bortoluzzi (Francia/Itali a, 2013, DCP, 78’)
    Erto è uno dei paesi che furono colpiti dall’ondata che nel 1963 , tracimando dalla diga del Vajont , si abbatté nella vallata sottostante. Da secoli gli ertani, la sera del Venerdì Santo  mettono in scena la Passione di Cristo: la tragedia della Storia e il Rito senza tempo si attraversano senza soluzione di continuità.

    ROSARNO di Greta De Lazzaris (Italia, 2013, DCP, 70’)
    L’osservazione silenziosa della vita di una piccola città della Piana di Gioia Tauro, dove la miseria di chi vi abita si incontra con quella di chi viene in cerca di un lavoro, e produce altra miseria. Uno sguardo doloroso sull’Italia che non era un paese povero, segno della crisi senza uscita dell’attuale sistema economico globale.

    SANPER È ! VENISSE IL FULMINE di Frances ca Frigo (Italia, 2013, Blu – Ray, 70’)
    In un centro d’accoglienza nel cuneese va in scena una tragicommedia dal titolo “Emergenza Nordafrica”. Qui, per quasi due anni, Diarra e i suoi compagni riempiono le loro giornate confrontandosi sulle proprie disavven ture e sulle assurdità del mond o in cui sono capitati. Presto calerà il sipario e sarà ora di ripartire, ognuno per la propria strada.

    IL SEGRETO di cyop&kaf (Italia, 2013, DCP, 89’)
    A metà gennaio in molti quartieri di Napoli si celebra ancora il rito de l cippo di Sant’Antonio. Passato il Capodanno i ragazzi vanno in cerca degli alberi di Natale abbandonati. Nei Quartieri Spagnoli la banda di Checco Lecco accumula abeti in uno luogo segreto, uno spazio creato dal crollo di un palazzo nel terremoto dell’80 . E cerca di difendere così il proprio tesoro.

    STRIPLIFE di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa e Andrea Zambelli (Italia, 2013, DCP, 64’)
    Gaza City. Centinaia di mante aggirano gli insormontabili controlli israeliani e sembrano immolarsi sulla spiaggia della causa palestinese. Mentre alcuni ragazzi si esercitano a superare qualunque ostacolo, altri denunciano, a proprio modo, l’insostenibile situazione nella striscia, e la terra continua, ostinatamente, a dare i suoi fru tti.

    WOLF di Claudio Giovannesi (Italia/Repubblica Ceca, 2013, DCP, 58’)
    Wolf Murmelstein è il figlio di Benjamin, Le Dernier des injustes intervistato nell’ultimo film di Claude Lanzmann. Un padre ingombrante, il rabbino Murmelstein fu l’ultimo capo del ghetto di Theresienstadt, ghetto modello voluto da Hitler stesso per scopi propangadistici. Trasferitisi a Roma dopo la guerra, i Murmelstein restano emarginati dalla Comunità ebraica. Wolf ancora lotta con la figura del padre e cerca di trovarle un posto accettabile nella sua vita e nella Storia. documenti

    LE DERNIER DES INJUSTES di Claude Lanzmann (Austria/Francia, 2013, DCP , 220’)
    Roma, 1975: Lanzmann filma una serie di interviste con Benjamin Murmelstein, unico sopravvissuto del Consiglio degli Anzian i chiamati da Eichmann a governare su Theresienestadt, la città “donata” agli ebrei da Hitler. 2012: Il regista di Shoah riprende quei materiali e torna fra gli edifici del famigerato ghetto modello. Fra passato e presente prende corpo uno sguardo senza pr ecedenti sulla genesi della Soluzione Finale.

    L’IMAGE MANQUANTE di Rithy Panh (Francia/Cambogia, 2013, DCP, 90’)
    Con S – 21 la macchina di morte dei Khmer rossi ( T ff 2003), Rithy Panh aveva raccontato le atrocità del regime di Pol Pot. Dieci anni dopo il ma estro decide di narrare come quel genocidio segnò indelebilmente la sua vita. Piccoli pupazzi d’argilla sostituiscono quell’immagine che manca nella memoria e nella Storia. Un film che toglie il respiro.

    ANAK ARAW ( ALBINO ) di Gym Lumbera (Filippine/USA, 2 012, DCP, 70’)
    Un albino filippino in cerca della sua identità in un passato immaginario crede di essere figlio di un americano e studia l’inglese sul dizionario. Ma i significati non corrispondono, sfuggono, come i suoi concittadini di fronte al susseguir si di imprevedibili eventi. Una tragica storia d’amore coloniale nella quale nulla è più al suo posto.

    CACHEU di Filipa César (Portogallo/Guinea – Bissau, 201 2, V ideo , 10’)
    La fortezza portoghese di Cacheu, costruita nel 1588 per servire alla tratta degli schiavi, oggi conserva le rovine di quattro statue. La performance di Joana Barrios delinea le diverse forme e i contesti in cui sono comparse nella storia, rivelandone le contraddizioni simboliche, come tante epifanie di una profonda verità storica.

    THE EMBASSY di Filipa César (Portogallo, 2011, V ideo , 27’)
    Un album fotografico documenta con perizia burocratica paesaggi, persone, architetture e monumenti della Guinea – Bissau degli anni ‘ 40 e ‘ 50. L’archivista guineano Armando Lona svela, pagina dopo pagina , l’ideologia dei modelli di rappresentazione del colonialista portoghese e le modalità di produzione della memoria di chi detta la scrittura della storia.

    MILLE SOLEILS di Mati Diop (Francia, 2013, DCP, 45’)
    Touki Bouki , il capolavoro di Djibril Diop Mam bety, racconta la storia d’amore di Mory e Anta che sognano di lasciare Dakar e imbarcarsi insieme per l’esotica Parigi. All’ultimo Mory decide di restare e Anta parte da sola. Era il 1973. Cosa è successo da allora? Cosa resta di quel sogno d’amore e libe rtà 40 anni dopo?

    PAYS BARBARE di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Francia, 2013, Blu – Ray, 65’)
    “Dopo essere stato all’origine di tanti massacri senza immagini, le sue ultime immagini sono quelle del suo massacro”. Mussolini a piazzale Loreto, imm agini invisibili, rimosso storico, come la violenta vicenda coloniale italiana raccontata dall’acutissima “camera analitica” di Gianikian e Ricci Lucchi. In quell’inconscio collettivo affonda le radici l’oscurità presente.

    THE STUART HALL PROJECT di John Akomfrah (UK, 2013, DCP , 98’)
    Stuart Hall è l’intellettuale più influente della new left inglese, fondatore dei moderni Cultural Studies . Il suo pensiero rivoluzionario ha attraversato le turbolenze di mezzo secolo per arrivare oggi, all’apice della global izzazione, come un vento fresco, che Akomfrah ci restituisce ricamandolo con le altrettanto “fresche” note di Miles Davis.

    TARR BÉLA, I USED TO BE A FILM MAKER di Jean – Marc Lamoure (Francia, 2013, DCP, 88’) Un ritratto dell’immenso regista ungherese Béla Tarr sul set di The Turin Horse , a suo dire l’ultimo film. Tre attori e un cavallo in un paesaggio desolato. L’occasione per riflettere sul tempo e sul cinema: nonostante trucchi e segreti vengano svelati, quello di Béla Tarr continua ad apparirci un solido pezzo di mondo.

    PAROLE E UTOPIA # 6 Alberto Grifi di Donatello Fumarola e Alberto Momo (Italia, 2013, DVD , 30’)
    PAROLE E UTOPIA # 10 Béla Tarr di Donatello Fumarola e Alberto Momo (Italia, 2013, DVD , 30’)
    Parole e Utopia è un progetto che i due autori per seguono da diversi anni: costruire una mappa del cinema attraverso conversazioni con cineasti da tutto il mondo. Iniziato nel 2001, sta per trovare una prima forma di fruizione attraverso un libro edito da Derive/Approdi, Atlante sentimentale del cinema pe r il XXI secolo , ma il progetto si propone anche di diventare una sorta di archivio vivente di tutti i materiali filmati.

    ANNA (MATERIALI ESPANSI) di Alberto Grifi e Massimo Sarchiell i (Italia, 1972 – 1975, V ideo , 780’ )
    Le poche sequenze in pellicola rimast e prima che Grifi e Sarchielli abbandonassero la cinepresa per il videotape e le 34 bobine che hanno conservato, già in parte selezionato, il materiale registrato dal 1972 al 1975 sono custodite in queste 13 ore circa, restaurate e digitalizzate. In sala s i vedranno nell’ordine di lavorazione che ci è pervenuto: il racconto non lineare dell’esperienza alla base di Anna , il primo lungometraggio video italiano. In galleria 5 percorsi attraversano e suddividono questo corpus: Parlando di Anna , Incontri a casa di Massimo , La Roma di Anna , Finzioni , Anna se ne va. cirko vertigo

    GRAZING THE SKY di Horacio A lcalá (Canada/Spagna/Olanda , 2013 , DCP , 85’)
    Sfiorando il cielo entriamo nel mondo del circo. Volteggiando con i trapezisti capiamo che il circo è un’arte mil lenaria, che ha bisogno di istituzioni che la proteggano e di scu ole che ne tramandino il sapere , dal Cirque du Soleil al Cirko Vertigo di Torino. proiezione speciale

    LA CORONA VERDE di Matteo Greco (Italia, 2013, Blu – Ray, 40’)
    Il documentarista e condu ttore televisivo Davide De Michelis presenta il patrimonio naturale, ambientale, faunistico e culturale di Corona Verde, il progetto coordinato da Regione Piemonte che integra la corona delle Residenze Reali con la cintura verde torinese, attraverso un bre ve viaggio tra parchi, canali, riserve naturali e residenze reali.

    Articoli su ALTRE SEZIONI

    31 ° TORINO FILM FESTIVAL: i numeri e  le parole di Paolo Virzì.
    SCOPRI QUI I QUATTORDICI TITOLI DELLA SEZIONE PRINCIPALE DEL 31° TFF


    31° TFF: I film fuori concorso di FESTA MOBILE 2013
    31° TFF: La nuova sezione BIG BANG TV

     
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    Redazione 12:38 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: David Fincher, Eddie Marsan, Holly Hunter, Jane Campion, Kevin Spacey, Peter Mullan, Robin Wright, Sean Durkin   

    31° TFF: la nuova sezione BIG BANG TV. 

    pifJane Campion, Holly Hunter, Peter Mullan, David Fincher, Kevin Spacey, Robin Wright, Sean Durkin, Eddie Marsan. Fino a qualche anno fa, un simile elenco di nomi poteva solo essere associato al mondo de l cinema tradizionalmente inteso; oggi è la lista delle personalità che animano la prima edizione di Big Bang Tv, neonata sezione con la quale il Torino Film Festival ufficializza il suo attento e non recente interesse per quello che accade nel mon do delle serie televisive. (Leggi il resto…)

     
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    Redazione 12:21 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , film sezione after hours   

    31° TFF: sezione film AFTER HOURS. 

    tff_after_hoursIl richiamo della Treccani al linguaggio del jazz è interessante, perché uno dei tanti titoli che è stato  immaginato per questa sezione era stato ‘Round Midnight, cioè proiezioni che si svolgono “intorno a mezzanotte”, ma anche il titolo di un celeberrimo brano jazz di Thelonious Monk e del bel film che al jazz dedicò Bertrand Tavernier nel 1986.

    (Leggi il resto…)

     
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    Redazione 11:56 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi
    Etichette: , film di FESTA MOBILE 2013 e FESTA MOBILE EUROPOP   

    31° TFF: I film fuori concorso di FESTA MOBILE 2013 

    torino-2013-pif-in-concorso-coen-jarmusch-in-festa-mobile-tutti-film-in-programma-2

    Festa mobile 2013 presenta come sempre (fuori concorso) il “bottino” di film che ci sono piaciuti, raccolti in giro per il mondo e ancora inediti in Italia: dal caotico viaggio di formazione della maldestra Greta Gerwig in Frances Ha di Noah Baumbach alla rincorsa surreale del cantautore protagonista di Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen (due spaccati tipicamente newyorkesi); dall’inedito, romantico, impacciato James Gandolfini di Enough Said di Nicole Holofcener (omaggio postumo allo straordinario interprete di Tony Soprano) ai vampiri colti, girovaghi e riservati Tilda Swinton e Tom Hiddleston di Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusch; dalla strana, laconica coppia di operai addetti alla segnaletica di una strada texana di Prince Avalanche di David Gordon Green (remake del film islandese vincitore del Tff 2011) alla solitaria lotta contro gli elementi di Robert Redford in All Is Lost di J. C. Chandor, tutti questi personaggi hanno parlato alla nostra intelligenza, al nostro gusto, alla nostra sensibilità.

    In mezzo, una quantità di giovani autori: Nat Faxon e Jim Rash, gli sceneggiator i di Paradiso amaro di Alexander Payne che esordiscono nella regia con il “coming of age” The Way Way Back ; l’algerina Narimane Mari, che in Loubia Hamra racconta la storia del suo paese attraverso un travolgente gioco di ragazzi; il polacco Pawel Pawlikow ski che mette in scena con rigore doloroso la storia di Ida , giovane suora; gli americani Joe Swanberg e Chad Hartigan, che nel logorroico Drinking Buddies e nel doloroso This Is Martin Bonner tratteggiano, con toni molto diversi, storie di solitudini prof onde, amicizie complicate, rapporti umani faticosi ma indispensabili; il canadese Sean Garrity con l’inquietante Blood Pressure , l’indiano Anurag Kashyap con il durissimo noir Ugly , la francese Katell Quilléveré con Suzanne , il piemontese Paolo Mitton con The Repairman .

    Tra gli italiani, Piera Degli Esposti che si racconta (e “viene raccontata”) in Tutte le storie di Piera di Peter Marcias, Alessandro Gassmann che, con Giancarlo Scarchilli, presenta la sua riflessione su Riccardo III ( Essere Riccardo… e gli altri ), Franco Battiato che, con Giuseppe Pollicelli e Mario Tani, ripercorre la sua ricerca creativa ed esistenziale in Temporary Road . Ritornano autori che amano (ricambiati) il Tff, come i canadesi Don McKellar e Bruce McDonald, rispettivamente con un a commedia “stile Ealing” ambientata in un villaggio di pescatori di Terranova ( The Grand Seduction ) e con l’umanissimo, nevrotico dramma di un marito tradito dalla moglie con un ragazzo minorenne ( The Husband ). E, last but not least , ritorna un autore ch e amiamo molto, Carlo Mazzacurati, che ci fa un gran regalo presentando proprio al Tff il suo nuovo film, La regina della neve , ancora un viaggio tra i dropout stralunati del Nordest, una caccia a un bottino, un repertorio tenero e amarognolo di bizzarra u manità nostrana.

    ALL IS LOST di J . C. Chandor (USA , 2013, DCP, 106’)
    Il regista del sottovalutato Margin Call si affida alla Natura e a Robert Redford, per un’avventura appassionante dove la sopravvivenza è dettata dalle difficoltà estreme di acqua e cielo. One – man – show umanista, quasi un Corvo rosso non avrai il mio scalpo sull’oceano, un film hollywoodiano senza dialoghi come non se ne vedeva da tempo. Sfida contro il mercato e scommessa su un cinema a cui non siamo più abituati: vinte en trambe.

    BLOOD PRESSURE di Sean Garrity (Canada, 2012, DCP, 95’)
    Nicole ha 41 anni, un marito, due figli, un lavoro come farmacista. È il momento dei grandi bilanci esistenziali, dei dubbi, dei desideri inespressi. La lettera di un misterioso Osservatore che sembra conoscere bene il suo animo, oltre che le sue abitudini, fa precipitare la situazione. Thriller innestato su una vena di melodramma, lucido e sinistro, con una grande interpretazione di Michelle Giroux.

    DRINKING BUDDIES di Joe Swanberg (USA , 20 13, DCP, 90’) Avrebbe potuto intitolarsi Talking, Flirting and Drinking : la storia di Kate e Luke, che lavorano in una fabbrica di bi rra e forse sono più che amici, dei loro attuali compagni, Chris e Jill, e di un weekend a quattro nel Michigan. Commedia a d alto tasso di chiacchiere e di alcol, diretta dall’eclettico Joe Swanberg (noto ai fan dell’horror) e quasi improvvisata da Olivia Wilde, Jake Johnson, Anna Kendrick e Ron Livingston.

    ENOUGH SAID (NON DICO ALTRO) di Nicole Holofcener (USA , 2013, DCP, 91 ’)
    L’altra faccia di Tony Soprano: ovvero, James Gandolfini impacciato, innamorato e tenero in una romantic comedy tra divorziati delusi, cauti e un po’ “orsi”. Al suo fianco, la razziatrice di Emmy Awards Julia Louis – Dreyfus e Catherine Keener. Sentimenti maturi, emozioni vere, ritrosie naturali e inevitabili equivoci, ben orchestrati dalla regista di Parlando e sparlando e di episodi di Sex and the City e di Six Feet Under .

    FRANCES HA di Noah Baumbach (USA , 2012, DCP, 86’)
    Un’aspirante ballerina affronta con malinconico stupore e incrollabile ottimismo le difficoltà di una vita ancora priva di direzione. Sullo sfondo di una New York in sfavillante bianco e nero, tra Woody Allen e Nouvelle Vague, Noah Baumbach ( Il calamaro e la balena , Greenberg ) tratteggi a un personaggio femminile dalla contagiosa vitalità (Greta Gerwig, anche co – a utrice) con vertiginosa libertà espressiva.

    GRAND PIANO di Eugenio Mira (Spagna, 2013, DCP, 90’)
    “Suona una nota sbagliata e morirai”: è il messaggio che un giovane pianista aff etto da stage fright trova scritto sul suo spartito nel momento in cui sta per iniziare un concerto. Qualcuno l’ha definito “ Speed al pianoforte”, e le mani di Elijah Wood (che si è esercitato per mesi) effettivamente volano, mentre ascolta la voce del cat tivo John Cusa c k che gli parla dall’auricolare. Alta tensione orchestrata dal regista di Agnosia .

    THE GRAND SEDUCTION di Don McKellar (Canada, 2013, DCP, 115’) L’industria ittica è crollata e una comunità di pescatori di Terranova si sta spopolando. Quand o un fabbricante di oggetti in plastica mostra interesse a impiantarsi là, il villaggio si scatena per trovare un medico che prenda la residenza (come richiede il contratto). Bizzarro, esilarante remake di un successo québecois del 2003, diretto dall’autor e di Last Night e interpretato dal travolgente irlandese Brendan Gleeson.

    THE HUSBAND di Bruce McDonald (Canada, 2013, DCP, 80’) Alyssa, giovane insegnante, è finita in galera perché ha fatto l’amore con uno studente minorenne; il marito Henry si è destre ggiato tra il loro bambino e il lavoro, ma adesso lei sta per tornare a casa. E Henry, con gelosia retrospettiva, decide che vuole incontrare il ragazzino suo “rivale”. Bruce McDonald dirige un dramma comico (o una commedia rabbiosa) sulla difficoltà a domare gli istinti, sulla furia, sulla compassione. IDA di Pawel Pawlikowski (Polonia, 2013, DCP, 80’) Polonia, anni ‘60. Ida è un’orfana della Seconda guerra mondiale cresciuta in un convento di suore. Prima di prendere i voti viene mandat a dalla zia, con l a quale è costretta a rileggere il proprio passato e l’identità dei genitori. Il nuovo film di Pawlikowski ( My Summer of Love ) è un’esplorazione elegiaca della storia patria raccontata con uno stile composto ma non pomposo e un uso rigoroso del bianco e nero.

    INSIDE LLEWYN DAVIS di Ethan e Joel Coen (USA /Francia, 2013, DCP, 105’)
    Nella New York del 1961, Llewyn è uno squattrinato cantautore folk che insegue il successo, un gatto, una nuova vita; ma non riesce a raggiungerli. (Il)logico seguito di A Seriou s Man , dove i Coen proseguono un discorso nato con L’uomo che non c’era : Llewyn è l’ennesimo personaggio in perenne affanno contro la vita e il suo irrimediabile caos. Struggente malinconia, tagliente sarcasmo esistenziale, umorismo e filosofia yiddish.

    LAST VEGAS di Jon Turteltaub (USA , 2013, DCP, 106’)
    Quando Billy, scapolo incallito, decide di sposarsi, chiama i suoi tre amici di una vita e decidono di passare un weekend scatenato a Last Vegas. La città del gioco è cambiata e loro non sono più esattame nte ragazzi: Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline, in una commedia che parte come una specie di Hangover senior e si trasforma poi in una riflessione sulla fatica e i segreti necessari per conservare una lunga amicizia.

    LOUBIA HA MRA (RED BEANS) di Narimane Mari (Algeria/Francia, 2013, DCP, 77’) Un gruppo di bambini sulle spiagge algerine, la magia dei momenti vuoti, l’ozio, le litanie, i sonnecchiamenti. E, all’improvviso, una spedizione di guerra, un gioco che rispecc hia brutti “ giochi” dei grandi: è la storia dell’Algeria raccontata attraverso la libertà e l’irriverenza dell’infanzia, in una coreografia di ombre e labirinti musicali technopop. Oltre La guerra dei bottoni e Il signore delle mosche : happening, prima che allegoria.

    ONLY LOVERS LEFT ALIVE di Jim Jarmusch (USA , 2013, DCP, 123’) Adam (Tom Hiddleston) e Eve (Tilda Swinton), due vampiri che si sono amati per secoli, si ritrovano nella Detroit odierna: e si riamano ancora, lottando per sopravvivere alla bruttura contempo ranea. Jarmusch non ha perso un grammo del suo spirito battagliero e ironico: cast da applauso (c’è anche John Hurt nei panni del drammaturgo Christopher Marlowe, e poi Mia Wasikowska, Anton Yelchin, Jeffrey Wright) per un inno all’indipendenza e alla libe rtà. Fra i migliori di Cannes 2013.

    PRINCE AVALANCHE di David Gordon Green (USA , 2013, DCP, 94’) Due amici stranamente assortiti (Paul Rudd ed Emile Hirsch) lavorano in solitudine per ridipingere la segnaletica orizzontale di una strada texana, nel mezzo di una foresta devastata da un incendio. Remake di Á annan veg , vincitore del Tff 2011, la nuova commedia esistenziale di David Gordon Green mescola lo stile rarefatto, amaro e malinconico dei suoi esordi con la comicità stoner di Pineapple Express o The Sitter .

    LA SEDIA DELLA FELICITÁ di Carlo Mazzacurati (Italia, 2013, DCP, 94’)
    Un tatuatore separato e un’estetista affogata dai debiti. Un’assassina che vive in carcere e nasconde un segreto. Una misteriosa sedia che contiene dei gioielli. Un prete corpu lento che insegue il bottino. Una caccia al tesoro stralunata che attraversa un Nordest abitato da una bizzarra umanità. Il nuovo film di Carlo Mazzacurati, con Valerio Mastandrea e Isabella Ragonese: “un impasto tra commedia pazzesca e film sentimentale”, con titolo alla Hans Christian Andersen.

    SUZANNE di Katell Quillévéré (Francia, 2013, DCP, 94’)
    Suzanne e Maria sono state cresciute dal padre dopo la morte della madre. Le due sorelle sono inseparabili, ma mentre la minore ha la testa sulle spalle, la p iù grande riesce sempre a mettersi nei guai. E la situazione si complica quando si innamora di uno scapestrato. Un film d’amore a tutto tondo con un personaggio femminile ispirato all’omonima canzone di Leonard Cohen (adattata anche da Fabrizio De André).

    TEMPORARY ROAD – ( UNA ) VITA DI FRANCO BATTIATO di Giuseppe Polli celli e M ario Tani (Italia, 2013, Blu – Ray , 70 ’)
    Franco Battiato si racconta: la sua ricerca creativa ed esistenziale, la meditazione, la trascendenza, lo scavo interiore. Una lunga inter vista al musicista realizzata dal giornalista Giuseppe Pollicelli e dal regista Mario Tani, inframmezzata ai dietro le quinte dei concerti recenti, alla registrazione del nuov o album e ai momenti salienti dell’Apriti Sesamo Tour.

    THIS IS MARTIN BONNER di Chad Hartigan (USA , 2013, HD Cam , 83’) Martin Bonner lavora in una organizzazione cristiana del Nevada che aiuta gli ex detenuti a reinserirsi nella vita quotidiana. Travis è appena uscito di galera e vuole riallacciare i rapporti con una figlia di cui ha p erso le tracce. Due personaggi dolenti che trovano in una pudica solidarietà umana il senso di un nuovo attaccamento alla realtà. Dal Sundance un film controllato, consapevole, ricco di calorosa umanità.

    UGLY di Anurag Kashyap (India, 2013, DCP, 128’)
    Dal regista del capolavoro Gangs of Wasseypur (2012), un noir cupo e senza speranza. Il sequestro di una bambina mette in moto una giostra di umanità disgustosa: mentre il padre la cerca, circondato da polizia inetta, amici infidi e famigliari avidi, emerge u na società collassata, marcia, cinica. La Bollywood senza canzoni e disperata, brutta sporca e cattiva, dipinge un Paese dove la vita si compra per una valigia di carta straccia.

    THE WAY WAY BACK (C’ERA UNA VOLTA UN’ESTATE) di Nat Faxon e Jim Rash (USA , 2 013, DCP, 103’)
    Un’estate fondamentale per il nerd quattordicenne Duncan (Liam James): fra un patrigno sgradevole (Steve Carell) e una madre succube (Toni Collette), trova conforto nel solare Owen (Sam Rockwell) e nel suo parco acquatico Water Wizz. E l’ingresso nella maturità sarà meno tormentato. Un coming of age affettuoso per l’esordio alla regia degli sceneggiatori di Paradiso Amaro di Alexander Payne (Tff 2011). Con un grande cast (anche Amanda Peet e, irresistibile, Allison Janney, la vicina logorroi ca).

    8 ! di Federico Fellini (Italia/Francia, 1963, DCP, 138’)
    Che dire? La sintesi del genio felliniano, in bilico tra sogno e ossessione, delirio e femminilità, memoria e malinconia. Con l’alter ego Marcello Mastroianni e le icone Anouk Aimée, Claudi a Cardinale, Sandra Milo, Barbara Steele, ecc. ecc. Il film, a vent’anni dalla morte dell’autore e a cinquanta dalla sua uscita, viene proiettato in anteprima nel nuovo restauro digitale realizzato da CSC – Cineteca Nazionale, RTI – Gruppo Mediaset e Deluxe. ( Festa Mobile / Federico Fellini )

    ESSERE RICCARDO … E GLI ALTRI di Giancarlo Scarchilli (Italia , 2013, DCP, 61 ’ )
    Looking for Richard in compagnia di Alessandro Gassman, che rivisita in chiave burtoniana la celebre tragedia di Shakespeare. Dalla “Genesi del lo spettacolo” alla “Sera della prima”, passando per le “Prove”, “La messa in scena”, “L’attesa per il debutto” , entriamo nel cuore pulsante di RIII – Riccardo III , di cui Gassman è regista e protagonista. Un documentario propedeutico allo spettacolo, da recuperare a teatro. ( Festa Mobile / Nel nome di Riccardo III )

    TUTTE LE STORIE DI PIERA di Peter Marcias (Italia, 2013, DCP, 80’)
    Tutto (o quasi) su Piera Degli Esposti. L’infanzia, il rapporto con la madre, la relazione con Marco Ferreri, le testimonianze di Dacia Maraini, Marco Bellocchio, i Taviani, Giuseppe Tornatore… Le immagini di repertorio si alternano alle interviste per comporre un affettuoso omaggio a una delle più grandi attrici italiane. A Piera Degli Esposti viene conferito il Premio Maria A driana Prolo 2013 alla carriera. ( Festa Mobile / Premio Maria Adriana Prolo )

    THE REPAIRMAN di Paolo Mitton (Italia, 2013, DCP, 89’)
    Scanio è un ingegnere fallito che si guadagna da vivere riparando macchine da caffè. La sua vita ondeggia tra amici ch e sottolineano la sua mancata carriera, parenti che lo incitano, un contesto che ogni giorno gli appare più estraneo. Fino all’arrivo di una ragazza inglese appena giunta in Italia. Esordio del piemontese Paolo Mitton, una commedia sulla realizzazione pers onale ambientata nella campagna cuneese. ( Festa Mobile / Proiezione Speciale ) F

    PREVISTA ANCHE LA FESTA MOBILE – EUROPOP

    ALCESTE À BICYCLETTE (MOLIÈRE IN BICICLETTA ) di Philipp e La Guay (Franc ia, 2013, DCP, 104 ’) Serge (Fabrice Luchini) ha dato l’addio alle scene e vive da eremita sull’ Î le de Ré. Gauthier (Lambert Wilson), star della tv, gli propone di recitare Il misantropo di Molière. Così i due iniziano a provare scambiandosi i ruoli. Una sf ida continua e un affilato duello verbale che porta alla luce insicurezze professionali e, complice anche una bella italiana (Sansa), mette alla prova la loro amicizia. Ha incassato circa 10 milioni in patria.

    DROGÓ WKA ( TRAFFIC DEPARTMENT ) di Wojciech Sma rzowski (Polonia, 2013, DCP, 117’) Un reparto della polizia stradale di Varsavia, tra multe e autisti ubriachi, corruzione, sesso, testosterone. Un agente viene accusato, dopo una notte brava, di aver ucciso un collega, amante della moglie. Un film polacco che mescola le atmosfere del poliziesco all’americana con gli affreschi noir di Olivier Marchal. È stato il maggior incasso dell’anno in patria, superando Iron Man 3 e il sequel dei Puffi .

    MONICA Z (WALTZ FOR MONICA) di Per Fly (Svezia, 2013, DCP, 111’) La vita e la carriera di Monica Zetterlund, icona del jazz scandinavo tra gli anni ’60 e ’70. La fuga dalla piccola città natale, l’arrivo a New York, le cocenti delusioni, l’alcol, lo straordinario successo in patria. Pura biopic, diretta da Per Fly ( L’er edità , Gli innocenti ) e interpretata dall’esordiente Edda Magnason. È appena uscito nelle sale svedesi diventando subito uno dei maggiori successi della stagione.

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  • Avatar di Sconosciuto

    Redazione 11:25 il 25 November 2013 Permalink | Rispondi  

    I quattordici film della sezione principale del 31° TFF 

    31-tff
    Riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera, la principale sezione competitiva del festival presenta quattordici film realizzati nel 2013, inediti in Italia; i paesi rappresentati sono Canada, Corea del Sud, Francia, Giappone, Italia, Messico, Spagna, Stati Uniti, Thailandia e Venezuela. (Leggi il resto…)
     
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