@pisabookfest Libri senza frontiere e Dacia Maraini madrina della XII edizione.
Il 7 novembre riprende il viaggio del Pisa Book Festival tra editori indipendenti italiani e tanti ospiti stranieri (Leggi il resto…)
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(@BloodyBeetroots) #SBCR
Sir Bob Cornelius Rifo, alias The Bloody Beetroots, sarà al LIV di Bassano del Grappa (VI) Domenica 7 dicembre per uno strepitoso ‘SBCR’ dj set nella sua città natale, nell’ambito del HOME Festival che riparte, ma sempre con la formula “because need to keep on wondering”. (Leggi il resto…)
@curvypride2014 #1cuore0differenze
Il Curvy Pride 2014, il secondo dopo quello del 2013, si farà, sempre a Bologna, sabato 8 novembre 2014 e stavolta sarà una giornata intera dedicata alla bellezza senza taglie.
con Edoardo Ferrario, Velia Lalli e Pietro Sparacino
#fedoraSaura #LaNatura
“La natura (l’uomo per primo)” è il nuovo singolo con videoclip di Fedora Saura (http://youtu.be/wA25Pd7Ks80), band della Svizzera italiana che lo scorso giugno ha pubblicato il disco “La via della salute”. Un lavoro eccentrico, provocatorio e destabilizzante, proprio come questo video che nel raccontare una storia di quotidianità casalinga dipinge senza troppe remore l’implacabilità della natura. (Leggi il resto…)
(@Cristiano_De_A)
CRISTIANO DE ANDRÉ continua ad incantare il pubblico con il suo “VIA DELL’AMORE VICENDEVOLE – TOUR LIVE”, in cui propone i brani del suo repertorio e i grandi successi di Faber, per una scaletta e un concerto ricchi di intense emozioni. (Leggi il resto…)
FILIPPO GRAZIANI è il vincitore della Targa Tenco 2014 nella sezione Opera Prima (di cantautore) con il disco “LE COSE BELLE”. (Leggi il resto…)
A soli 20 anni era già sui ponti, pronto a sfidare la forza di gravità, e non è più sceso, neanche l’incidente che subì mentre costruiva il Golden Gate, a San Francisco, e che lo bloccò per mesi a letto, riuscì a farlo rimanere lontano da quei grovigli di acciaio che piano piano, diventavano i ponti più maestosi d’America.
Nella puntata di Community (Rai Italia), che andrà in onda il prossimo 6 novembre, verrà ricordata proprio la figura di Alfred Zampa grazie al racconto del pronipote, Gianluigi D’Amico, che ancora custodisce, come fossero reliquie, le lettere che Angelina D’Amico, moglie di Al, spediva ai parenti ad Ortucchio, in provincia dell’Aquila. Il padre, Rocco Pacifico Emilio Zampa, nacque il 28 agosto 1876 proprio ad Ortucchio, così come la madre di Alfred, Angelina D’Amico. Rocco arrivò negli Stati Uniti a bordo della nave “Città di Torino” il 20 settembre 1901, insieme a due ortucchiesi, per lavorare in una raffineria nei pressi di Crockett, in California. Dopo alcuni anni di duro lavoro, aveva messo da parte i soldi per il viaggio della moglie, che lo raggiunse nel maggio del 1904 a bordo del “Konig Albert”.
E il 12 marzo 1905, a Selby, poco distante da San Francisco, nasce Alfred Zampa. Fu il primo di cinque figli. A 20 anni, aveva una macelleria a Crockett, ma gli affari non andavano bene. Così chiuse il negozio ed accettò di lavorare alla costruzione di un ponte. Il 21° compleanno lo festeggiò sul suo primo ponte inaugurato nel 1927, da allora i ponti sono stati il punto fermo della sua vita. Zampa ha costruito ponti grandiosi in California, Arizona e Texas e nel 1936, mentre trave su trave stava nascendo il Golden Gate, per una banale scivolata, Alfred precipita nel vuoto, un volo incredibile, fino a sfiorare la roccia. I compagni lo credono morto, ma ad Alfred bastano alcuni mesi di ospedale, un lungo periodo di riabilitazione ed è pronto per tornare sui ponti, “A metà strada tra il paradiso e l’inferno”.
Così Alfred Zampa chiamò l’associazione che fondò per tutelare i diritti di tutta la categoria. E la sua storia diventa un interessante spunto per romanzi e commedie teatrali, come “The Ace” di Isabelle Maynard (An ironworker’s story of heroism, risk and recogniton on the Golden Gate Bridge). “Asso”, così veniva chiamato Al Zampa, è stato sui ponti fino a 65 anni, ha vissuto intensamente mettendo passione, anima, in tutto quello che faceva, anche come allenatore di una squadra di baseball che vinse il campionato nel 1953. Una passione, quella per l’acciaio ed i ponti, che è riuscito a trasmettere ai suoi figli e al nipote Donald, così come l’orgoglio di appartenenza a quel piccolo centro marsicano che Al non ha mai conosciuto se non nei racconti del padre.
Alfred Zampa è morto nel 2000, a 95 anni, e dopo soli tre anni lo Stato della California ha voluto rendergli omaggio inaugurando a Crockett l’Alfred Zampa Memorial Bridge, secondo italiano, dopo Giovanni da Verrazzano, a vantare questo onore. E gli ortucchiesi tornarono a scoprire questo figlio illustre e, per iniziativa dell’allora Sindaco Mario Frigioni, dal 2005 la piazza del Comune di Ortucchio è stata dedicata ad Alfred Zampa. Alla cerimonia non mancò il ringraziamento del Governatore della California, Arnold Schwarzenegger, e il nipote di Al, Donald Zampa.
La figura leggendaria di Alfred Zampa verrà ricordata a Community, il programma trasmesso da Rai Italia all’estero e condotto da Benedetta Rinaldi (in Italia può essere visto su http://www.raitalia.it). Oltre al contributo di Gianluigi D’Amico, sarà Luciano Ghelfi, giornalista del tg2, a ripercorrere le gesta di questo personaggio diventato emblema del lavoro italiano nel mondo, simbolo del coraggio e di una caparbietà comuni a tanti abruzzesi, tanti italiani all’estero che in ogni parte del mondo hanno costruito opere grandiose.
di Marianna Ruggeri
Orari messa in onda Community
Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO:
lunedì ore 18.30, dal martedì al giovedì ore 18.45, venerdì ore 18.30
BUENOS AIRES:
lunedì ore 19.30, dal martedì al giovedì ore 19.45, venerdì ore 19.30
Rai Italia 2 (Asia-Australia)
PECHINO/PERTH: dal lunedì al venerdì ore 14.45
SYDNEY: dal lunedì al venerdì ore 17.45
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG: dal lunedì al giovedì ore 16.45, venerdì ore 17.00
E’ disponibile il disco d’esordio di Cadori, intitolato semplicemente “Cadori”. Il debutto del cantautore bolognese d’adozione è acquistabile scrivendo direttamente a lui (cadori.band@yahoo.it) e anche su Bandcamp (https://cadori.bandcamp.com), mentre dal 10 novembre verrà pubblicato in tutti gli store digitali. “Cadori” inoltre verrà presentato live il 20 novembre al Cortile Cafè di Bologna. (Leggi il resto…)
“Stracolme di sciarpe e gadget calcistici, mazzi di fiori e peluche; abbandonate, in preda all’incuria e super agghindate; di marmo e piene di messaggi; nella nuda terra, sui muri, sugli alberi, tra i guard rail, nelle aiuole spartitraffico. Oltre 2.000 nei diversi quadranti della città. Da via Cristoforo Colombo – l’arteria col più alto numero di incidenti (345) tra il 2011 e il 2012, secondo l’ultimo rapporto Aci-Istat – a viale Parioli, dal Lungotevere alla Bufalotta, toccando le altre principali “vie della morte”, dove avviene il numero più importante di incidenti stradali che non lasciano scampo, bypassando il centro e la periferia senza distinzione. Ogni giorno sempre di più, bloccano gli sguardi di pedoni, automobilisti e passanti, vaganti tra ricordi e immaginazione. Sono le lapidi “on the road”, l’altro cimitero “Capitale”, quello in scena sulle strade romane. Veri e propri altarini su strada, nel giorno dedicato ai defunti anch’essi meta di visite di parenti e amici”.
Lo scrive Valentina Conti sul freepress Leggo.
“La mappa stradale individuata dei “ricordi perenni” – prosegue il servizio – coincide con quella delle vie maggiormente a rischio sinistri negli ultimi anni, dove la percentuale di stranieri coinvolti è di peso. Nel 2012, infatti, sono stati 90 gli incidenti al giorno che hanno coinvolto persone di nazionalità non italiana. In pole position i romeni con 4.753 sinistri; a seguire, gli albanesi con 3.504 e i marocchini con 3.142. E Roma si divide sulla presenza visibile delle tracce dei fatti di sangue sulle sue strade. Su un campione rappresentativo di 160 romani di età compresa tra i 24 e 68 anni, il 40% degli intervistati pensa sia “giusto rievocarne la loro memoria anche se non in modo troppo ampio”; il 60%, però, dice “Basta fiori sulle strade”: “Indecoroso riempire la città con le lapidi, pure se nel nome di una tragedia”. Passi il messaggio positivo. I morti meglio ricordarli altrove, lì dove i senza coscienza alla guida saranno risucchiati in eterno dal vortice della propria colpa”.
di Valentina Conti
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